Sabato 18 aprile 2026, alle ore 11,30, presso il torrione del Castello del Monferrato adiacente alla scalinata per raggiungere il Salone Marescalchi, verrà inaugurata l’esposizione permanente di chiavi antiche, una collezione, frutto di una trentina di anni di ricerche, che è stata donata alla Città di Casale Monferrato dal monferrino Giovanni Zavattaro in memoria di Amelia Paciello, compagna di una vita: nella sua totalità, la raccolta, è composta di circa 150 chiavi antiche, un patrimonio unico che unisce storia, design e ingegno meccanico.
Questi oggetti, realizzati prevalentemente in ferro, acciaio o bronzo, non sono solo strumenti, ma testimonianze del passato che spaziano dall’epoca romana al barocco fino al XIX secolo.
Come ogni opera dell’uomo, anche le chiavi riflettono lo spirito dell’epoca in cui vengono forgiate: le chiavi romaniche sono austere ed essenziali con l’impugnatura ad anello, il fusto senza orpelli e le mappe sono indubbiamente elaborate ma soltanto allo scopo di rendere più sicura la chiusura.
Qualche concessione all’estetica la si riscontra nei manufatti prodotti nel primo periodo gotico, quando le teste diventano prevalentemente romboidali, ma è nell’epoca rinascimentale che la ricerca del bello raggiunge l’apice. Le impugnature possono essere multilobate, a forma di cuore capovolto, con motivi floreali o zoomorfi e, nelle chiavi veneziane, raffigurare i rosoni delle chiese coeve. I capitelli all’apice del fusto si fanno a loro volta sempre più raffinati mentre le mappe hanno motivi elegantemente simmetrici. La tendenza continua nel periodo barocco e nel settecento per attenuarsi progressivamente nei secoli successivi quando, eccezion fatta per le chiavi celebrative, la produzione cessa di essere artigianale per diventare di serie.
L’esposizione sarà visitabile gratuitamente negli orari di apertura del Castello del Monferrato.






