Nella giornata di ieri, mercoledì 11 febbraio 2026, la Quarta Sezione della Corte di Cassazione ha disposto un nuovo rinvio alla Corte d’Assise d’Appello di Torino della sentenza che aveva condannato Stephan Schmidheiny a 9 anni e 6 mesi per 91 omicidi colposi legati all’amianto, sui 392 inizialmente contestati all’avvio del procedimento.
La decisione è motivata dalla mancata traduzione in lingua tedesca, la lingua dell’imputato, della sentenza torinese, circostanza che, secondo la difesa, comporterebbe una lesione del diritto a un pieno esercizio delle facoltà difensive.
Il Sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra, presente all’udienza di Roma, ha affermato: “Tornare a casa con una nuova delusione è un peso che questa comunità non meritava. Dopo anni di attesa, c’era finalmente la speranza di vedere affermata la giustizia, e invece ci troviamo di nuovo di fronte a un rinvio. Non definitivo, certo, ma sufficiente a rimandare ancora una volta la risposta a una legittima richiesta di verità e responsabilità. È un’amarezza sapere che tutto riparta a causa di chi non ha provveduto a garantire la traduzione in tedesco della sentenza d’appello, un passaggio essenziale per il pieno esercizio dei diritti dell’imputato, ma che inevitabilmente rinvia ancora una volta la possibilità di giustizia per le vittime, mettendo a repentaglio il corso di un processo che tutela dei diritti di chi ha subito le conseguenze di un crimine così grave.”







